Benvenuti in Nilak
Italiano English Francese Tedesco Spagnolo

Logo

Non ci sono articoli nel tuo carrello.

Registrati

Dimenticata la Password?

Cerca nel Sito

Attualmente sei su:

Le caratteristiche del tessuto Nilak

Le caratteristiche qualificanti del tessuto realizzato per la confezione dei capi sono:

  • polipropilene puro al 100%
  • materiale tinto in pasta, prima della filatura
  • filo continuo a bave sottili
  • tessitura e finissaggio calibrati in modo da massimizzare l’aspetto vellutato, la sofficità e la quantità d’aria inglobata nel tessuto.

Da queste caratteristiche derivano tutte le proprietà funzionali:

Caldo

Il polipropilene ha il minore coefficiente di trasmissione del calore e il maggior potere coibente rispetto alle altre fibre tessili normalmente impiegate per indumenti intimi.


Coefficiente di trasmissione del calore

(espresso in riferimento al valore del coefficiente di trasmissione del calore dell’aria)

Polipropilene 6.0
Poliestere 7.0
Lana 7.3
Acrilico 8.0
Nylon 11.0
Cotone 17.5

Il basso valore del coefficiente di trasmissione termica del filato di polipropilene riduce (rispetto agli altri tessuti) la perdita del calore prodotto dal corpo quando questi sia in ambiente freddo.

 


Potere coibente

(espresso in minuti primi misurati per il passaggio dalla temperatura 37° a quella di 32° di un cilindro di alluminio riscaldato a 40° ed isolato avvolgendolo con il tessuto in maglia da esaminare)

Polipropilene 21.8
Poliestere 18.1
Lana 21.8
Acrilico 19.6
Nylon 19.8
Cotone 19.1

Il potere coibente dipende dalla quantità d’aria trattenuta dal tessuto: più il tessuto è soffice, maggiore è la sua capacità di trattenere il calore.

 

L’elevata capacità di trattenere il calore rende il tessuto molto più adatto alla formazione e alla conservazione del sottile strato d’aria calda che, compreso tra la pelle e gli indumenti, contribuisce al mantenimento della temperatura corporea a livelli confortevoli pur in ambiente freddo.

Asciutto

Il polipropilene ha il minore coefficiente di assorbimento dei liquidi e la maggior permeabilità al vapore d’acqua rispetto alle altre fibre tessili normalmente impiegate per indumenti intimi.


Coefficiente di assorbimento dei liquidi

(contenuto d’acqua residua espresso in percentuale del peso del manufatto secco)

Polipropilene 0,13%
Poliestere 0,72%
Lana 2,11%
Acrilico 3,00%
Nylon 7,03%
Cotone 13,09%

Il basso valore del coefficiente di assorbimento dei liquidi riduce (rispetto agli altri tessuti) la quantità di liquido che resta a contatto della pelle.

 

Permeabilità al vapore

(espressa come quantità d’acqua, misurata in grammi, evaporata, a temperatura e umidità costanti, da un recipiente chiuso con uno strato di tessuto da esaminare)

Polipropilene 6,71
Poliestere 6,49
Lana 5,58
Acrilico 5,04
Nylon 5,02
Cotone 4,97

L’alto valore di permeabilità assicura il rapido trasferimento dell’umidità attraverso il tessuto e quindi la massima traspirazione.

 

La combinazione di queste due caratteristiche rende il tessuto ideale per confezionare indumenti che, a contatto dell’epidermide, mantengano lo stato di massimo comfort: il sudore, infatti, evapora attraverso il tessuto e non lo impregna.

Comodo da Usare

Sono riunite in questa espressione diverse caratteristiche di notevole utilità: il capo in polipropilene è molto leggero, resistente all’azione di acidi e alcali, resistente all’abrasione di origine meccanica, rapido ad asciugare, facile da pulire, curare, trattare e conservare.


Leggero

Polipropilene 0,91
Poliestere 1,14
Lana 1,17
Acrilico 1,32
Nylon 1,38
Cotone 1,54

Il polipropilene ha il peso specifico, qui espresso in grammi/cm3, molto più basso delle altre fibre tessili.

 

Questo vuol dire, per esempio, che il medesimo indumento peserà il 32% in meno rispetto all’equivalente indumento in lana e il 34 % in meno rispetto all’equivalente indumento in poliestere.


Resistente chimicamente

La resistenza chimica del polipropilene è eccellente. La sua resistenza agli agenti chimici è superiore a quella di qualsiasi altra fibra.

Per contro perde tenacità se sottoposto ad alcuni solventi, per cui è sconsigliabile il suo lavaggio a secco.


RESISTENZA CHIMICA DELLE FIBRE TESSILI

  Acidi forti Acidi deboli Alcali forti Alcali deboli Solventi organici
Polipropilene Ottima Ottima Ottima Ottima Buona
Cotone Nessuna Mediocre Buona Buona
Lana Nessuna Ottima Scarsa Buona
 Acrilico   Ottima Buona Ottima  
Nylon Scarsa Buona Buona Ottima Scarsa
Poliestere Scarsa Ottima Scarsa Ottima  

Inoltre, poiché non lega chimicamente con le altre sostanze, risulta particolarmente resistente allo sporco, che non penetra capillarmente nelle fibre, ma resta in superficie. Per lo stesso motivo risulta facile da lavare: basterà infatti pochissimo detersivo e una bassa temperatura di lavaggio per pulirlo. Ciò non toglie che si possa lavare anche a 60°.

Infine è da sottolineare che il polipropilene viene tinto in massa, cioè viene colorato con dei pigmenti polimerici prima di essere filato. Questo assicura ai capi un’eccezionale solidità dei colori e permette di lavare più capi di diverso colore senza inconveniente alcuno. Anche indumenti di altre fibre e colori possono essere lavati insieme ai capi in polipropilene: questi ultimi non perdono colore, non si stingono e non rilasciano pigmenti evitando così di “colorare” gli altri capi. Questa caratteristica, legata all’eccezionale resistenza del polipropilene agli altri agenti chimici, fa in modo che anche l’acqua salmastra non alteri in nessun modo i capi.


Resistente meccanicamente

La resistenza all’abrasione e la tenacità alla rottura del polipropilene sono ottime: solo il nylon, a secco, ha caratteristiche di resistenza meccanica superiori. Ad umido, invece, la resistenza all’abrasione del nylon diminuisce del 30% circa, mentre quella del polipropilene rimane inalterata.

Pertanto i capi di abbigliamento così confezionati sono più resistenti nel tempo all’usura e non infeltriscono. Il modesto effetto pilling che talvolta si può verificare è causato dallo speciale trattamento superficiale applicato al tessuto per dargli un gradevole effetto morbido e vellutato.

Il modulo di elasticità del polipropilene è superiore a quello delle altre fibre (a parità di carico si hanno allungamenti inferiori) per cui i capi così confezionati hanno un’alta stabilità dimensionale e una buona resistenza allo stropicciamento sia in ambiente secco sia umido.


Rapido ad asciugare

A causa delle caratteristiche di basso coefficiente di assorbimento dei liquidi, di alta permeabilità al vapore e di alta velocità di asciugatura del polipropilene, i capi di abbigliamento così confezionati assicurano la maggior facilità di impiego in ogni condizione.


Facile da pulire, curare, trattare e conservare

Ogni capo in polipropilene, oltre alle già viste prerogative di facilità di lavaggio e di rapidità di asciugatura presenta anche il vantaggio di non necessitare di stiratura: date le sue caratteristiche termomeccaniche basterà avere l’accortezza di stenderlo bene o di appenderlo mentre asciuga e sarà pronto da indossare in poco tempo. Per contro il basso punto di fusione (169 °C) e il basso punto di rammollimento (140 °C) del polipropilene sconsigliano l’applicazione diretta del ferro da stiro sul tessuto senza l’interposizione di una pezza di cotone umida.

Igienico

Sono riunite in questa espressione diverse caratteristiche di rilevanza igienico sanitaria ed ecologico ambientale:

  • Igienico
  • Biologicamente inerte
  • Anallergico
  • Ecologico
  •  

Igienico

Per la già evidenziata resistenza chimica del polipropilene, gli indumenti non richiedono particolari finissaggi aggiuntivi rendendo i capi così confezionati più igienici in quanto non impregnati di composti chimici aggiuntivi.


Biologicamente inerte

Per i medesimi motivi gli stessi indumenti sono estremamente resistenti a funghi e muffe e all’attacco delle tarme. Da prove sperimentali è stata rilevata la seguente tabella:

  Resistenza alle tarme Resistenza alle muffe
Polipropilene Ottima Ottima
Cotone Mediocre Mediocre
Lana Nessuna Nessuna
Acrilico Ottima Ottima
Nylon Ottima Ottima
Poliestere Ottima Ottima


Anallergico

Sempre per la sua natura chimica il polipropilene non dà luogo a fenomeni allergici sulla pelle e sulle mucose, anche in individui particolarmente sensibili o con problemi di irritazioni o allergie dovuti al contatto della pelle con la lana.


Ecologico

Il processo produttivo del polipropilene è assolutamente ecologico in quanto non dà adito a nessun tipo di inquinamento, né chimico né termico.

Il ciclo produttivo del polipropilene non richiede lavaggi a differenza del ciclo di produzione della lana: non si producono quindi acque di scarto da lavaggio.

Il ciclo produttivo del polipropilene non richiede procedimenti di sbiancaggio a differenza del ciclo di produzione del cotone: non si producono quindi acque di scarto contenenti decoloranti chimici.

Il polipropilene viene tinto in massa immettendo nel polimero, durante la fase di estrusione, pigmenti che sono allo stato solido e che non sono assolutamente solubili in acqua e nei principali solventi. Pertanto non è necessario ricorrere alle tintorie di cui devono invece servirsi i processi produttivi di tutte le altre fibre che siano tinte in filo, in pezza o in capo: questo consente di non aver assolutamente acque di scarto colorate. Le acque di scarto delle tintorie sono altamente inquinanti anche perchè alcuni coloranti contengono veleni.

Per la produzione del polipropilene non vengono usati né solventi né acidi, come si usa invece per viscosa, triacetato, nylon e poliestere.

Gli scarti prodotti nella filatura del polipropilene vengono sempre riciclati. Anche gli scarti della tessitura e gli sfridi del confezionamento, come tutti i manufatti in polipropilene possono essere riciclati al 100%. E’ anche per questo che molte grosse fabbriche automobilistiche stanno indirizzandosi verso l’utilizzo di questa fibra anche per i tessuti interni dell’automobile: interni delle portiere, sedili, ecc. I cruscotti e altre parti rigide sono già in polipropilene.

Anche nell’uso quotidiano, l’abbigliamento in polipropilene è per sua natura ecologico: per il lavaggio, come già evidenziato, questi capi necessitano di poco detersivo a basse temperature per avere ottimi risultati di pulizia e igiene, scaricando meno detersivo con le acque di rifiuto e consumando meno energia.

Fonti

  • Ing. Fernando Scotti – Relazione presentata al 24° congresso internazionale delle fibre chimiche