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L’impiego dei capi Nilak

Le principali qualità del tessuto realizzato per la confezione dei capi si riassumono in:

  • Caldo
  • Traspirante
  • Asciutto
  • Comodo da usare
  • Igienico
  • Ecologico

Queste caratteristiche rendono particolarmente vantaggioso l’impiego di questi capi nelle più diverse condizioni d’uso, ambientali e climatiche.

Come usarli

I capi di abbigliamento intimo vanno indossati a contatto della pelle: il sudore in questo modo passerà direttamente all’esterno mantenendo l’epidermide asciutta e senza impregnare l’indumento.

Secondo la vecchia regola di “vestirsi a strati”, per consentire il rapido adeguamento dello spessore del vestiario indossato alle condizioni ambientali del momento, si possono indossare i capi a strati sovrapposti: la tenuta del calore generato dal corpo aumenterà mantenendo inalterata la traspirazione.

Per soddisfare le diverse necessità individuali legate alle condizioni ambientali del momento, i capi di abbigliamento intimo, ad eccezione dei capi con cerniera e manica lunga, sono realizzati in due tessuti differenti: con lo stesso filato si produce un tessuto più soffice e compatto e uno più leggero e maggiormente traspirante. Sarà così possibile indossare un capo “leggero” o “pesante” in funzione del tipo di attività che si intende svolgere.

Per rendere gradevole anche l’aspetto estetico dei capi, sono stati realizzati tessuti in vari colori che consentono i più variopinti e fantasiosi accostamenti.


Gamma colori del tessuto pesante

 

       

Giallo

Bianco

Otan

Grigio

Nero

       
Rosso Blu Azzurro Fuxia


Gamma colori del tessuto leggero

 

       

Verde

Bianco

Otan

Grigio

Nero

       
Rosso Blu Azzurro Rosa

Dopo il loro uso i capi possono essere lavati, indifferentemente a mano o in lavatrice, con acqua fredda o calda - fino a 60° - mischiando anche tessuti di altra composizione e di qualsiasi colore, usando poco detersivo.

Infatti il materiale, a causa della sua resistenza ai legami chimici e della sua inerzia biologica risulta particolarmente refrattario a qualsiasi tipo di sporco rendendo inutile l’impiego di acqua particolarmente calda e di quantità apprezzabili di detersivo.

Inoltre, poiché il polipropilene è tinto in pasta, prima di essere filato, il colorante non si disperde nell’acqua di lavaggio evitando di macchiare gli altri capi, così come, per le caratteristiche inerti del materiale, questi capi non resteranno macchiati da coloranti rilasciati da altri tessuti.

Infine, grazie alla quasi nulla capacità del filato di assorbire i liquidi, l’indumento in polipropilene non mantiene gli odori sgradevoli causati dall’acidità del sudore e assicura una facile e veloce asciugatura del capo lavato.

Dopo il lavaggio questi capi non devono essere mai stirati. Il calore del ferro da stiro, infatti, altera la struttura superficiale del tessuto rendendolo compatto e riducendo molto, fino ad annullarla, la sua capacità di traspirare.

È poi da sottolineare che, data l’alta resistenza all’abrasione e l’elevato modulo elastico del polipropilene, i capi così confezionati hanno un’alta stabilità dimensionale - il tessuto non si restringe né si allarga con i lavaggi e l’usura - un’elevata resistenza e durata nel tempo e una buona capacità di non mantenere le pieghe superficiali – il tessuto non resta “stropicciato”.

Infine, poiché il tessuto è realizzato con filo continuo a bave sottili, non ci sono punti di discontinuità e debolezza che possano causare la frequente formazione di riccioli di filo ritorto - pilling - tipica, invece, nei tessuti prodotti con filo discontinuo, primo tra tutti il tessuto di lana. Peraltro un lieve effetto pilling, causato dallo speciale trattamento superficiale del tessuto, è ampiamente compensato dal gradevole effetto morbido e vellutato.

Quando usarli

Gli indumenti prodotti con questo tessuto sono particolarmente indicati tanto per l’uso estivo quanto per l’uso invernale. Infatti, poiché i capi sono traspiranti, si mantengono asciutti e freschi in periodo estivo mentre sono ideali da indossare nella stagione invernale perché trattengono il calore come la lana. Inoltre, grazie alle caratteristiche del polipropilene, svolgono una efficiente funzione termoregolatrice esaltando le funzioni termoregolatrici dell’organismo umano.

In sintesi il loro impiego è particolarmente utile in moltissime attività quali, ad esempio:

Perché usarli

L'impiego dei capi Nilak è particolarmente consigliato perchè questi indumenti sono:

  • termoregolatori
  • igienici
  • ecologici
  • economici

Queste qualità specifiche, analizzate nel dettaglio, si possono così descrivere:

Termoregolatori

L’insieme delle caratteristiche del polipropilene, insieme al particolare processo produttivo del tessuto dei capi Nilak, rende questo abbigliamento intimo perfettamente termoregolatore.

In condizioni di salute fisica e di benessere oggettivo, la temperatura corporea umana si mantiene ad un valore pressoché costante nell’intorno dei 37 °C.

L’insieme dei meccanismi attraverso i quali l’organismo provvede a mantenere costante questo valore si definisce

termoregolazione umana

Il calore prodotto dall’organismo durante la sua attività deve essere dissipato affinché la temperatura corporea si possa mantenere costante.

In condizioni di riposo o di moderato impegno fisico, questa si mantiene al valore di 37° C perché il calore acquistato e quello perduto si compensano il più possibile attraverso un sistema di termoregolazione basato su risposte riflesse (che avvengono cioè in modo involontario).

Durante l’attività lavorativa o sportiva il corpo umano sviluppa energia per poter eseguire lavoro meccanico attraverso l’attività muscolare. Poiché il rendimento del processo è pari al 20 % circa, l’eccedenza di energia sviluppata si trasforma in calore e deve essere trasferita all’ambiente esterno.

Inoltre il corpo può anche acquistare calore dall’ambiente come, per esempio, durante l’esposizione al sole.

Le vie per lo scambio di calore con l’esterno in rapporto alle condizioni fisiologiche dell’individuo e alla situazione ambientale sono:

 

Conduzione

Passaggio di calore tra due corpi di temperatura diversa che siano in contatto tra loro.
E.g. Prendendo in mano un pezzo di ghiaccio, il calore viene trasferito dalla superficie della mano (che si raffredda) al ghiaccio (che scaldandosi si scioglie).

Convezione

Passaggio di calore tra un corpo e un fluido in movimento intorno al corpo.
E.g. Il ventaglio serve per spostare aria riscaldata dal corpo e sostituirla con aria fresca.

Evaporazione

Trasformazione di liquido in vapore. Per ottenere questa trasformazione è necessario fornire energia termica al liquido.
Il sudore (liquido) evapora ricevendo calore dal corpo che di conseguenza si raffredda. Viceversa se il sudore rimane liquido percolando sulla pelle il corpo non si raffredda.

Irradiazione

L’agitazione molecolare presente in qualsiasi corpo con temperatura superiore a 0° K determina l’emissione di calore sotto forma di onde elettromagnetiche. In questa forma ogni corpo può perder o acquistare calore in funzione della temperatura dell’aria circostante.


Il tipo di scambio termico prevalente e la sua efficacia, durante un’attività fisica di qualsiasi genere, dipendono dalla temperatura dell’ambiente esterno, sia esso caldo o freddo. Pertanto si analizzano separatamente le due possibili condizioni.


Risposta termoregolatrice al caldo

Durante l’esposizione al caldo il corpo perde calore, raffreddandosi e ristabilendo la condizione di confortevole equilibrio, principalmente attraverso la produzione di sudore e la sua evaporazione.

Pertanto il microambiente situato tra la pelle e l’indumento che la riveste deve favorire la dispersione del sudore vaporizzato per facilitare la continuazione del processo di raffreddamento corporeo.

L’indumento ideale quindi avrà la massima permeabilità al vapore e il minimo assorbimento di acqua per non creare un ambiente saturo che rallenti l’evaporazione.


Risposta termoregolatrice al freddo

Durante l’esposizione al freddo il corpo produce calore attraverso fenomeni di natura esclusivamente fisiologica indipendenti dagli indumenti che lo rivestono.

Per contro i fenomeni di tipo convettivo e, marginalmente, di tipo conduttivo e radiante possono causare dispersione di calore corporeo inducendo condizioni di disagio o di stato patologico.

Pertanto il microambiente situato tra la pelle e l’indumento che la riveste deve ostacolare il processo convettivo di dispersione del calore per ridurre il raffreddamento corporeo.

Inoltre, sia per necessità lavorative sia per lo svolgimento di attività ricreative, vengono spesso compiute attività muscolarmente intense che determinano l’innalzamento della temperatura corporea accompagnato da una sudorazione più o meno abbondante.

In questo caso il microambiente situato tra la pelle e l’indumento che la riveste deve favorire la dispersione del sudore vaporizzato per non rallentare il processo di termoregolazione, ma deve anche costituire una barriera all’eccessiva dispersione di calore per moto convettivo altrimenti, al cessare dell’attività fisica e/o alla riduzione del processo di vaporizzazione del sudore, si avvertirà la sensazione di freddo.

L’indumento ideale quindi avrà la massima permeabilità al vapore e il minimo assorbimento di acqua, ma anche il massimo potere coibente per evitare l’eccessiva perdita di calore.

In sintesi il tessuto che meglio favorisce la termoregolazione umana ha le caratteristiche assicurate dal tessuto di polipropilene.

Ecologici

Non meno importante la caratteristica ecologica del tessuto con il quale sono confezionati i capi Nilak. Anche questa caratteristica fa preferire i capi così confezionati ad altri prodotti apparentemente similari.

Il processo produttivo del polipropilene è assolutamente ecologico in quanto non dà adito a nessun tipo di inquinamento, né chimico né termico.

Il ciclo produttivo del polipropilene, infatti, non richiede lavaggi a differenza del ciclo di produzione della lana: non si producono quindi acque di scarto da lavaggio.

Il ciclo produttivo del polipropilene non richiede procedimenti di sbiancaggio a differenza del ciclo di produzione del cotone: non si producono quindi acque di scarto contenenti decoloranti chimici.

Il polipropilene viene tinto in massa immettendo nel polimero, durante la fase di estrusione, pigmenti che sono allo stato solido e che non sono assolutamente solubili in acqua e nei principali solventi. Pertanto non è necessario ricorrere alle tintorie di cui devono invece servirsi i processi produttivi di tutte le altre fibre che siano tinte in filo, in pezza o in capo: questo consente di non aver assolutamente acque di scarto colorate. Le acque di scarto delle tintorie sono altamente inquinanti anche perché alcuni coloranti contengono veleni.

Per la produzione del polipropilene non vengono usati né solventi né acidi, come si usa invece per viscosa, triacetato, nylon e poliestere.

Gli scarti prodotti nella filatura del polipropilene vengono sempre riciclati. Anche gli scarti della tessitura e gli sfridi del confezionamento, come tutti i manufatti in polipropilene possono essere riciclati al 100%. E’ anche per questo che molte grosse fabbriche automobilistiche stanno indirizzandosi verso l’utilizzo di questa fibra anche per i tessuti interni dell’automobile: interni delle portiere, sedili, ecc. I cruscotti e altre parti rigide sono già in polipropilene.

Anche nell’uso quotidiano, l’abbigliamento in polipropilene è per sua natura ecologico: per il lavaggio, come già evidenziato, questi capi necessitano di poco detersivo a basse temperature per avere ottimi risultati di pulizia e igiene, scaricando meno detersivo con le acque di rifiuto e consumando meno energia.

Economici

Di non trascurabile rilevanza, infine, l'economicità di questa linea di abbigliamento intimo per lo sport, il tempo libero e tutte le attività produttive svolte all'esterno o in condizioni di stress fisico. Anche in questo caso capi così confezionati risultano senza dubbio preferibili ad altri prodotti apparentemente similari.

I prezzi praticati, infatti, sono sempre inferiori, a volte anche in misura considerevole, rispetto ai prezzi di capi di abbigliamento intimo con caratteristiche analoghe.

Per contro, le caratteristiche reali e le funzionalità assicurate da questi capi sono sempre superiori a quelle di prodotti apparentemente similari.

Fonti

  • Ing. Fernando Scotti – Relazione presentata al 24° congresso internazionale delle fibre chimiche
  • Prof. Marco Bonifazi - Nozioni di termoregolazione umana